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LinkedIn tenta la svolta: meno Intelligenza Artificiale, più qualità e conversazioni

Nel marzo 2026, avevamo scritto di come LinkedIn stesse vivendo una profonda crisi dovuta all’overdose di contenuti e all’omologazione dei post, anche in virtù del largo utilizzo dell’Intelligenza Artificiale generativa per la redazione dei post.

Qualche mese dopo, possiamo dirlo: LinkedIn ha preso il problema molto sul serio. E sta reagendo.

Come il più famoso dei social network professionali sta annunciando la sua era post-AI.

Nel marzo 2026, avevamo scritto di come LinkedIn stesse vivendo una profonda crisi dovuta all’overdose di contenuti e all’omologazione dei post. Il largo utilizzo dell’Intelligenza Artificiale generativa per la redazione dei post personali e aziendali stava innestando una crisi di rigetto nei confronti di testi sempre più simili tra loro, l’abbandono da parte di alcuni utenti “storici”, il venir meno dell’essenza professionale (e di ricerca lavoro) e l’esplosione delle parodie, che denunciavano la deriva cringe del social network.

Qualche mese dopo, possiamo dirlo: LinkedIn ha preso il problema molto sul serio. E sta reagendo.

Oggi LinkedIn guida i suoi utenti a creare valore

Una chiave per capire quali sono le nuove linee guida per gli utenti si può avere dalle guide Create Possibilities, parte della Showcase Page LinkedIn Guide to Creating.

Le raccomandazioni, sintetizzando le ultime puntate pubblicate, sono:

  • racconta la tua esperienza

  • partecipa alle conversazioni

  • condividi ciò che impari

  • non avere paura di esporti

Non c’è un ritorno al "pubblica poco". C’è invece l’invito a pubblicare – senza timore – ogni volta che si ha qualcosa di sensato e valido da dire, per stimolare un pensiero o far nascere una conversazione.

I contenuti tipici delle nuove generazioni, molto aperti e spesso pubblicati con una buona dose di faccia tosta, vanno benissimo. Ma è decisamente meglio se portano vero valore, accendono lampadine, toccano nervi scoperti, coinvolgono altri utenti che sono interessanti a leggere o a dire la propria opinione.

L’Intelligenza Artificiale cambia mestiere

LinkedIn, come molti altri, aveva apertamente promosso negli ultimi tempi l’utilizzo di proprie funzionalità basate sull’Intelligenza Artificiale generativa. Per migliorare il CV, la bio ma anche semplicemente per scrivere un post.

Tutti i frequentatori abituali di LinkedIn hanno potuto vedere negli scorsi mesi l'AI Writing Assistant (quello che prometteva di migliorare significativamente i testi scritti "Enhance your post").

Su questo c’è una marcia indietro evidente e senz’altro importante: non più un invito a scrivere con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. Anzi, un nuovo pulsante - “seems AI slop” - introdotto alla fine di luglio 2026, a disposizione degli utenti che vogliono denunciare l’utilizzo dell’AI!

Cliccando questo pulsante, in un menu attivabile a partire dai 3 punti di fianco a ciascun post, gli utenti possono segnalare i contenuti che ritengono di scarsa qualità e valore proprio in quanto generati dall’Intelligenza Artificiale.

Il Chief Product Officer Hari Srinivasan ha comunicato, dopo qualche settimana dal lancio, che già più di un milione di utenti aveva utilizzato la funzionalità di segnalazione.

L'Intelligenza Artificiale, nella nuova visione di LinkedIn, non deve più scrivere al posto degli utenti. Deve invece: correggere, individuare errori, migliorare la leggibilità. Senza cambiare in alcun modo la voce autentica di chi sta scrivendo un contenuto.

Hari Srinivasan lo sintetizzava così: "proofreads your words, but does not change your voice."

È l’ammissione di un malinteso. Il problema dell'AI su LinkedIn era il gigantesco effetto collaterale derivante dal suo uso (e abuso): la perdita della voce personale.

Le linee guida per gli utenti, in dettaglio: la nuova moneta è il punto di vista

Nelle più recenti guide Create Possibilities – come si diceva - la piattaforma continua a incoraggiare gli utenti a pubblicare, esporsi, raccontare la propria esperienza. Fin lì, è una fotografia di quello che stava accadendo. Adesso però tornano continuamente parole come voice, perspective, experience, value, trust, conversation.

Prendiamo ad esempio la puntata di agosto 2026. Qui si dice: il punto di vista serve ad aprire una conversazione.

"The best conversations rarely begin with someone having all the answers."

Bisogna condividere una prospettiva che spinga gli altri a pensare, rispondere o aggiungere la propria esperienza.

È importante "avere una voce", ma è fondamentale anche questa voce produca uno spazio per altre voci.

Altro esempio: nell'aprile 2026 LinkedIn collega direttamente punto di vista e fiducia, in una edizione della newsletter intitolata "Become a Voice Others Trust".

LinkedIn dice che la fiducia nasce quando le persone riconoscono una voce coerente e imparano a sapere come la pensi. Tra i consigli troviamo:

  • tornare su temi e idee che caratterizzano il proprio punto di vista;

  • spiegare il ragionamento dietro una posizione;

  • mantenere chiarezza anche nei temi complessi;

  • creare post che aiutino le persone a capire meglio qualcosa;

  • aggiungere contributi utili nelle conversazioni.

Se l'AI rende sempre più facile produrre una forma linguistica corretta, ciò che diventa scarso è la riconoscibilità di chi parla. Diventa allora fondamentale pubblicare contenuti coerenti tra loro, mostrarsi e dimostrarsi esperti di un tema, rafforzare concetti e opinioni argomentando e fornendo esempi, seguire una linea editoriale, definire e sviluppare un proprio stile.

Ultimo elemento: non basta avere un'opinione, bisogna portare valore. Già nella guida alla strategia 2025, si suggeriva di evitare il semplice share senza aggiungere personal insights e di rinunciare al contenuto promozionale se questo non offre anche spunti o notizie utili. Un conto è l'engagement bait (la “chiamata” all’interazione fine a sé stessa), un altro conto è la domanda che apre una conversazione significativa.

In una guida 2026 dedicata alla visibilità nell'AI search la formula è ancora più esplicita: "Don't just share information; offer unique insights". Definire concetti, affermare con forza e chiarezza – argomentando - e offrire il proprio expert point of view può essere la chiave per la massima visibilità. 

LinkedIn torna a fare l’editore

Se volessimo riassumere l’evoluzione che LinkedIn sta vivendo in questi mesi potremmo dire che da una parte c’è l’invito agli utenti:

"Postate. Esprimetevi. Condividete la vostra esperienza."

Dall'altra, c’è il ritorno a un ruolo da curatore e editore:

"Non produciamo informazione indistinta. Selezioniamo, curiamo, organizziamo."

Per chiarire questo passaggio, possiamo esaminare il lavoro dei News Lead nei vari mercati (Vittoria Vimercati per l’Italia) e le nuove selezioni editoriali di LinkedIn News (qui la pagina mondiale, con i link alle pagine regionali; qui la pagina italiana, Linkedin Notizie). I News Lead selezionano notizie o temi e li presentano attraverso una raccolta di post.

La piattaforma sembra quindi muoversi contemporaneamente su due livelli:

  1. dal basso. Più persone devono avere una voce;

  2. dall'alto. Qualcuno deve aiutare a distinguere le voci che vale la pena ascoltare.

Interessante anche il modo in cui le nuove raccolte editoriali di LinkedIn News sono costruite. Anziché premiare un singolo post per il suo contenuto o per le sue interazioni, le News costruiscono un tema attraverso diverse voci (tanti post diversi), secondo una logica molto giornalistica e molto poco algoritmica. Nelle raccolte entrano post di personaggi famosi o semplici utenti. Il numero di interazioni, l’engagement, non è necessariamente un driver di selezione. Il ruolo dei News Lead come curator, utenti “esperti” che leggono, valutano e selezionano, assomiglia qui a quello dei deejay che costruiscono playlist tematiche.

Conclusioni

L'evoluzione di LinkedIn racconta qualcosa che va oltre LinkedIn. L'effetto immediato e più visibile dell’Intelligenza Artificiale sui social network è che la scrittura è diventata di colpo facile, abbordabile per tutti, abbondantissima (per non parlare della creazione di immagini e video, che meriterebbe trattazione a parte). Prima che una crisi di rigetto facesse del male alle piattaforme, queste hanno iniziato a correggere la rotta (certo, accompagnando un “movimento” che arriva in ogni caso dagli utenti). Il valore quindi si sposta verso ciò che non può essere automatizzato:

  • esperienza

  • reputazione

  • giudizio

  • capacità di selezione

  • capacità di connessione fra idee

  • credibilità

L'abbandono dell'AI writer, il passaggio alla sola revisione, le indicazioni della serie Create Possibilities, il contrasto all'"AI slop", il rafforzamento del ruolo dei News Lead e la nascita delle raccolte editoriali di LinkedIn News: letti insieme, delineano una strategia coerente, quella di spostare il valore dalla semplice produzione di contenuti alla qualità del contributo offerto alla comunità.

Una lezione per tutti gli utenti. E anche per le aziende e le loro company page.

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Creatività, AI e nation branding nei video che presentano le Nazionali della FIFA World Cup 2026

Nelle ultime settimane, molti di noi si sono imbattuti nei video di presentazione e annuncio dei “magnifici 26”: l’elenco ufficiale dei calciatori, ventisei appunto, che ciascuna nazionale ha scelto di portare ai Mondiali di calcio di Canada, Messico e Stati Uniti.

Passiamo in rassegna alcuni dei video più belli, provando a metterli anche in ordine. Iniziamo dai più semplici per finire con quelli che ci sono sembrati in vetta a un’ipotetica hit parade.

Guida ai video più belli ed efficaci di presentazione delle squadre partecipanti alla Coppa del Mondo di calcio.

Quale comunicazione è più “corporate” di quella di una Federazione calcistica nazionale? Poche altre. Certamente, quelle delle istituzioni, degli organismi internazionali.
Però si sa che il pallone smuove cuori e coscienze, coinvolge ed emoziona. E appare chiaro allora come i messaggi di Federazioni che rappresentano migliaia di praticanti e milioni di tifosi siano davvero molto importanti, forse ancora di più di quelli delle grandi aziende.

Nelle ultime settimane, molti si sono imbattuti sui social network nei video di presentazione e annuncio dei “magnifici 26”: l’elenco ufficiale dei calciatori, ventisei appunto (qualcuno in più per chi ha selezionato anche le riserve), che ciascuna nazionale ha scelto di portare ai Mondiali di calcio di Canada, Messico e Stati Uniti.

Alcuni video sono delle vere e proprie opere d’arte. Tanti, quasi tutti, hanno fatto generoso uso dell’Intelligenza Artificiale generativa, ma questo ormai è un segno dei tempi, che si era visto abbondantemente anche nei post social delle squadre di club nell’ultimo campionato. Abbiamo imparato a riconoscere l’IA dietro l’uso di certi format codificati (ad esempio, la camera che ruota mostrando di volta in volta diversi personaggi apparentemente tutti presenti nello stesso ambiente), dietro certi facili cambi di location senza che cambi la figura in primo piano, dietro la personalizzazioni di scritte e insegne, e da tanti altri indizi. C’è da dire che stavolta l’Intelligenza Artificiale – laddove vi si è fatto ricorso - è stata usata davvero bene, finalizzandola alla costruzione di una narrativa spettacolare e coinvolgente al tempo stesso. 

Passiamo in rassegna alcuni dei video più belli, provando a metterli anche in ordine. Iniziamo dai più semplici per finire con quelli che ci sono sembrati in vetta a un’ipotetica hit parade.


Australia

Partiamo con i Socceroos, la nazionale australiana. Il video è in 9:16, pensato quindi per una fruizione tipicamente mobile. Nessun film epico o cinematografico, in questo caso. Abbiamo un ritratto di ogni componente della squadra attraverso gli occhi dei compagni. Ogni convocato viene presentato da un altro giocatore, che ne racconta in poche parole una qualità o un tratto caratteriale. Una sorta di team branding, non nation branding, decisamente originale.


Francia

La Francia ha presentato i convocati collocandoli in una sorta di sitcom ambientata in uno scenario americano. Questa presentazione gioca in modo ironico sul fatto che la Francia si abitui e si adegui anche a nuovi contesti. Del resto, questa nazionale non ha bisogno di costruire una leggenda attorno ai propri giocatori. Con una rosa piena di stelle e da favorita per il titolo, può permettersi di essere divertente. E allora sposta l'attenzione non sulla grandezza della squadra, ma sull'esperienza che la attende.


Colombia

La Colombia ha puntato su una narrazione più classica da video “di sport”. Montaggio emozionale, primi piani, immagini di allenamento e di partita, musica crescente e payoff finale.

Il tema dell’”orgoglio colombiano” va a rafforzare il legame emotivo tra squadra e tifosi.


Brasile e Stati Uniti

Brasile e Stati Uniti hanno puntato maggiormente su eventi mediatici e fisici in cui dare risalto all’annuncio dei convocati. I 26 degli USA si possono vedere qui. I numeri di maglia dei nazionali brasiliani sono stati presentati in questo simpatico cartoon. Singolare il fatto che – nel caso del Brasile – abbia avuto tanto successo un video “non ufficiale”, nel classico format da Intelligenza Artificiale. Eccolo di seguito.


Canada

Il video del Canada è apparentemente molto semplice: la CN Tower di Toronto come simbolo iconografico del paese e poi la presentazione dei calciatori uno ad uno, con grafica, foto e mini-video. È stato però preceduto da un vero e proprio show, un programma ad hoc sulla tv nazionale dedicato all’occasione.


Germania

La Germania affida alle parole del coach Julian Nagelsmann la presentazione dei calciatori, che poi però prosegue con i messaggi di incoraggiamento dei loro cari, mentre le immagini alternano foto dei convocati da giovanissimi con video del presente.

Non importa quanto tu sia famoso: quando arriva quella chiamata, torni a essere semplicemente un ragazzo che realizza un sogno.


Argentina

L’Argentina campione in carica ha inizialmente pubblicato un video molto promettente come teaser. Al teaser è seguito questo video-sequel. E, ancora, il video che celebra la partenza per gli USA. Mentre questa prima operazione è sembrata sostanzialmente user-generated, il video ufficiale di annuncio dei convocati è stato in realtà in tono un po’ minore rispetto alle altre nazionali.

Nel complesso di questo lancio, possiamo dire che l'Argentina ha trasformato la convocazione in un pellegrinaggio identitario. Attraverso la figura di Marito, storico custode della Selección, e le note di Tierra Zanta di Trueno, il video attraversa simboli, luoghi e persone che compongono il mito albiceleste. È il racconto di una nazione calcistica che – già sul tetto del mondo 4 anni fa – non ha bisogno di stupire ma vuole difendere una leggenda già scritta.


Panama

Panama presenta i calciatori attraverso scene girate nelle strade del paese, mentre il commissario tecnico Thomas Christiansen scrive i nomi sulla sua lavagna.


Uzbekistan

Approccio simile a Panama è quello dell’Uzbekistan, che ha realizzato un video dove anche lo sponsor gioca un ruolo significativo.


Ecuador

L’Ecuador, con “We’re Serious”, porta i nazionali convocati nelle strade d’America attraverso le maglie indossate da comuni ecuadoregni. Il tema dello “sbarco” negli USA è fatto proprio anche da altre nazionali, come vedremo, ma qui assume anche il ruolo di coinvolgimento e gratificazione della community dei nazionali che vivono e lavorano negli Stati Uniti. Un tema molto attuale date le recenti strette sull’emigrazione in quel paese.


Paraguay

Il Paraguay ha costruito un parallelismo con la forza e la perseveranza necessaria per produrre un poncho da 60 strisce.
Una bella metafora per mettere insieme calcio e identità popolare del paese.


Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda ha adottato un tono più leggero e autoironico, molto diverso dalle produzioni europee iper-epiche. Si gioca sull’identità locale, sui piccoli centri, sui tifosi comuni e su un’estetica quasi indie.

Una nota “speciale” per la musica. La band si chiama Elemeno P e il brano Verona. Il titolo rimanda al Verona Cafe di Auckland, locale storico della scena musicale e alternativa neozelandese. Il testo è una fotografia della gioventù neozelandese dei primi anni 2000. Racconta il Paese attraverso la sua cultura pop, evocando pub, comunità, provincia, amicizie, quotidianità.


Curaçao

Curaçao ha realizzato un video gioioso e musicale. I nomi dei convocati vengono annunciati attraverso una canzone originale in papiamento, la lingua creola dell'isola, trasformando la lista dei 26 in un vero e proprio brano musicale. Il vero protagonista è la cultura di Curaçao: la musica, la lingua, i colori, il ritmo caraibico. Dal punto di vista narrativo, il video punta sul dire "guardate chi siamo". E questo è particolarmente efficace perché Curaçao è la nazione più piccola mai qualificata a un Mondiale, con circa 150.000 abitanti.


Senegal

La federazione senegalese ha scelto una narrazione completamente cinematografica, che si direbbe fortemente basata sull'Intelligenza Artificiale. Una sorta di racconto mitologico africano, con guerrieri, leoni, paesaggi selvaggi, messaggeri e simboli ancestrali, accompagna la rivelazione dei convocati.

Un video lodato per l'impatto visivo e la forza simbolica, ma criticato per l'uso dell'AI e il ricorso a qualche immagine stereotipata dell'Africa.


Paesi Bassi

I Paesi Bassi rinunciano all'epica e scelgono l'identificazione. Attraverso un montaggio che mette continuamente in parallelo tifosi e calciatori, il video racconta la nazionale come espressione della comunità che la sostiene. Nessuna celebrity, nessun artificio tecnologico: solo la passione condivisa per il calcio e l'idea che, in fondo, tra chi scende in campo e chi canta sugli spalti esista un unico grande racconto collettivo.


Uruguay

L'Uruguay ha puntato sul racconto di sé stesso come comunità. I 26 convocati sono il riflesso di un intero popolo di appena tre milioni e mezzo di abitanti: "Vamos que somos tres millones".

I nomi dei giocatori emergono lungo strade, campagne, spiagge e piccoli centri dell'interno del Paese, mentre scorrono volti noti della cultura e dello spettacolo uruguaiano. Con la colonna sonora Cielo de un solo color, una sorta di inno della Celeste. Il tecnico Marcelo Bielsa compare in bicicletta in diverse scene, attraversa il Paese insieme ai suoi giocatori.

In questo caso, non si è puntato su Intelligenza Artificiale e spettacolarizzazione produttiva. Si celebra il legame tra la nazionale e il suo territorio, in modo genuino e caloroso.


Messico

Il Messico, un altro dei paesi ospitanti, ha puntato su una gloria nazionale, l’attore, regista, produttore e presentatore Roberto Gómez Bolaños, la cui voce è stata ricreata – con il consenso della famiglia – per presentare i 26 convocati.

Come per altre nazionali sudamericane, è forte qui il richiamo all’identità nazionale e all’identificazione tra i calciatori e i cittadini del paese.


Spagna

La Spagna fa nation branding: a prima vista, sembra un semplice video con un testimonial d’eccezione, il re. In realtà, il vero protagonista è il popolo spagnolo.

I nomi dei giocatori vengono annunciati da persone comuni — pescatori, insegnanti, panettieri, tassisti, studenti, magistrati, cuochi, ricercatori, anziani e bambini — che rappresentano la varietà sociale e geografica del Paese. Felipe VI interviene come garante istituzionale di questa idea e pronuncia la frase chiave del film: "Questa è la lista di un intero Paese. Questa è la lista della Spagna". La monarchia viene utilizzata come simbolo di unità nazionale più che come elemento celebrativo. Il video è quasi documentaristico. Niente effetti speciali, AI, celebrity (re a parte). La regia alterna scene di vita quotidiana e professioni diverse, costruendo una rappresentazione della Spagna contemporanea.


Norvegia

La Norvegia trasforma la convocazione in un discorso alla nazione. Con la voce di re Harald V e immagini che attraversano fiordi, villaggi e comunità locali, il video racconta il ritorno ai Mondiali dopo 28 anni come una conquista collettiva. I convocati non sono presentati come star, ma come figli di un Paese che finalmente torna a occupare il proprio posto sulla scena internazionale.

Si è scelto di celebrare un ritorno. E di farlo con una solennità che solo un re novantenne può dare.


Scozia

“Our Scotland. You’re an easy country to love” sono le parole con cui Ewan McGregor apre il video “2026 FIFA World Cup Scotland Squad Announcement”. Qui si punta tutto sul sentimento, sull’emozione e sull’identificazione del pubblico sia con l’attore sia con i luoghi e i simboli mostrati. McGregor non legge semplicemente i convocati ma recita una vera e propria dichiarazione d'amore alla Scozia. Il testo parla del vento, della pioggia, delle colline, dei paesaggi e della gente comune, trasformando il Paese in un personaggio del racconto.

La chiave narrativa è il ritorno. Dopo 28 anni di assenza dai Mondiali, la nazionale viene presentata come la voce di un popolo che finalmente torna a farsi sentire.

I convocati compaiono solo alla fine: prima vengono il paesaggio, la memoria e il sentimento di un Paese che ritorna con tanto orgoglio sulla scena mondiale.


Inghilterra

Questo è probabilmente il video più sofisticato dell'intera rassegna. Le guest star sono certamente i Beatles e già valgono una menzione speciale. Poi però c’è la rappresentazione dell'incontro tra due miti culturali britannici e americani. Il Mondiale si gioca in Nord America e la federazione inglese costruisce tutto il film attorno all'idea della "British Invasion", quando negli anni Sessanta i Beatles conquistarono gli Stati Uniti. Per questo il video è girato a New York e disseminato di riferimenti alla cultura americana. Lo spettatore è costretto a cercarli, trasformando la visione in un'esperienza partecipativa.

Tanto utilizzo di Intelligenza Artificiale, ma in modo intelligente e funzionale allo storytelling, in particolare nel personalizzare insegne ed altri elementi trasformandoli nei nomi dei calciatori inglesi convocati. Tutto da godere.


E noi?

Siamo sicuri che anche l’Italia, se fosse stata tra le nazionali presenti, avrebbe fatto la sua figura. Quale paese, più del nostro, può mostrare luoghi, paesaggi, bellezze archeologiche e architetture mozzafiato? Certamente, il nostro video avrebbe saputo valorizzare queste ricchezze.

Purtroppo per noi, possiamo goderci solo una piccola polemica per qualche piccolo post di annuncio di una piccolissima amichevole contro Lussemburgo; e sorbirci qualche meritato sfottò, da utenti e anche da brand.

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E se fosse LinkedIn il primo social a cadere vittima dell'Intelligenza Artificiale?

All’interno della comunità tech circola da decenni un vecchio adagio: quando un prodotto digitale viene acquisito da Microsoft, raramente finisce bene. Si può dire che LinkedIn sia un’eccezione, finora. Oggi, la piattaforma è più grande, più influente e più centrale di prima. Eppure qualcosa è cambiato.

L’esplosione di contenuti rischia di trasformare il social professionale più importante del mondo in una caricatura di sé stesso. Ma qualche antidoto esiste.

Per anni LinkedIn è stato il luogo dei CV digitali, degli annunci di lavoro, dei comunicati aziendali, a volte accompagnati dal post personale di un CEO o di un Top Manager. Un’infrastruttura professionale, utile a connettere persone operative nello stesso ambito, nella stessa industry o in settori tra loro vicini.

Se confrontato con gli altri social network, LinkedIn era anche uno spazio relativamente selettivo. Si pubblicava poco. Si pubblicava quando c’era qualcosa da dire: un nuovo ruolo, un progetto importante, un risultato aziendale significativo. Oppure una riflessione professionale davvero utile per la propria rete.

La storia di LinkedIn abbraccia già oltre 15 anni di internet e riguarda ormai oltre un miliardo di iscritti nel mondo. La milestone più significativa di questa storia è sicuramente l’acquisizione da parte di Microsoft, avvenuta nel 2016. All’interno della comunità tech circola da decenni un vecchio adagio: quando un prodotto digitale viene acquisito da Microsoft, raramente finisce bene. Si può dire che LinkedIn sia un’eccezione, finora. Oggi, la piattaforma è più grande, più influente e più centrale di prima.

Eppure qualcosa è cambiato.

I nuovi contenuti. Moltissimi e più leggeri

Il cambiamento più evidente è la quantità.

Su LinkedIn oggi c’è molto più contenuto rispetto al passato: post iper-frequenti, sfide personali di pubblicazione (“un post al giorno per 365 giorni”), thread lunghi e strutturati come mini articoli, storytelling personali sempre più elaborati.

L’evoluzione è stata accompagnata dallo sbarco su LinkedIn della Gen Z. Qualcuno ha parlato di “tiktokizzazione di LinkedIn”. Oggi ci si registra e si inizia a pubblicare quando si è ancora studenti, spesso prima ancora di entrare nel mondo del lavoro. I nuovi post hanno hook iniziali forti, storytelling in prima persona, ritmo narrativo, vulnerabilità esibita, contenuti brevi e performativi. Dinamiche tipiche di TikTok e Instagram entrate all’improvviso dentro una piattaforma che era business, e oggi non è più solo business.

LinkedIn non è diventato di colpo un social “leggero”, con tanti TikTok personali in forma testuale, ma sicuramente è diventato ibrido.

Accanto ai contenuti tecnici oggi convivono:

  • confessioni professionali,

  • dichiarazioni motivazionali,

  • racconti di fallimenti,

  • prese di posizione,

  • storytelling identitari.

L’altro fronte è l’impatto evidente dell’Intelligenza Artificiale.

L’IA ha abbassato drasticamente la soglia di produzione. Scrivere un post richiede pochi minuti. Basta inserire qualche bullet point in uno strumento generativo e il contenuto è pronto.

Il problema è che questi contenuti iniziano a somigliarsi tutti.

Stessa struttura narrativa.
Stesso ritmo.
Stessa punteggiatura sincopata.

Molti iniziano con una storia personale.

“Stamattina in aeroporto ho visto una scena che mi ha fatto riflettere…”

E si articolano quasi sempre in uno svelamento a sorpresa:

“Pensavo che il problema fosse questo.
Non lo era.
Era quell’altro.”

Per poi concludersi con la morale finale: una lezione su leadership, recruiting, crescita professionale o cultura aziendale.

E a volte una call-to-action, per stimolare dibattito e interazione:

“A voi cosa è capitato di simile? Scrivetelo nei commenti.”

Il risultato è una produzione industriale di storytelling per ispirare o motivare, comunque esibirsi, dove ogni contenuto è uguale all’altro.


Le reazioni

La trasformazione dei post non significa che LinkedIn sia di colpo diventato irrilevante.

Quando capita che il linguaggio di una piattaforma inizia a diventare formula, inevitabili arrivano le reazioni. Subito, scatta la parodia.

Oggi esiste un partecipatissimo subreddit dedicato a raccogliere i casi più surreali raccontati in Italia in forma di post LinkedIn. Si chiama LinkedInCringeIT, su Reddit. E ne esistono versioni anche di altri paesi e in altre lingue, naturalmente.

Il subreddit LinkedInCringeIT è pieno di esempi di storytelling improbabili, lezioni di leadership ricavate da episodi aeroportuali, epifanie manageriali nate davanti alla macchinetta del caffè.

La prima reazione, dunque, è il sarcasmo.

La seconda rischia di essere dietro l’angolo: smettere di prestare attenzione a questi contenuti in eccesso. Per non dire di chi è arrivato ad abbandonare il social network, pur di non imbattersi più in tale valanga di “AI slop”.

E queste reazioni possono rappresentare un grosso problema per un social network professionale, per uno spazio dove aziende e persone costruiscono reputazione e credibilità.

LinkedIn senza AI, nell’interpretazione ironica di un utente

Del resto, il dubbio che LinkedIn stia diventando meno efficace di un tempo, anche per cercare lavoro, sta affiorando in diverse fasce di utenti. Se anche questa funzione venisse messa in crisi (è quello che ha paventato - in realtà fornendo alcuni antidoti - un provocatorio articolo de Il Post “LinkedIn serve a qualcosa?” ), il futuro di questo social network potrebbe essere veramente a rischio.

Cosa, o chi, può salvare LinkedIn

Oggi, LinkedIn continua a essere uno degli spazi migliori per costruire conversazioni professionali, visibilità e relazioni.

E proprio in questo contesto stanno emergendo figure sempre più rilevanti: i creator professionali. Se la “deriva” è verso un social networking più leggero e più su misura della Gen Z, non è una sorpresa se pure LinkedIn sta diventando un luogo per influencer e professionisti del contenuto. Che non scrivono post in serie con l’Intelligenza Artificiale. Utilizzano LinkedIn con un linguaggio riconoscibile, un proprio stile, contenuti verticali e una community attiva. Sfruttano i nuovi strumenti introdotti negli ultimi anni: una piattaforma di publishing integrata, l’opzione di distribuire il contenuto in forma di newsletter.

L’evoluzione è stata ben analizzata da Lia Haberman, che ha dedicato un approfondimento al ruolo crescente dei creator nella piattaforma e al modo in cui LinkedIn sta progressivamente adottando logiche tipiche della creator economy.
(Approfondimento: 7 Things to Know about LinkedIn in 2026).

L’influenza, dunque, non è più prerogativa esclusiva di CEO o top manager, secondo un’evoluzione che adesso anche LinkedIn ha formalizzato con i suoi programmi dedicati a chi crea contenuti.

Oggi, per gli influencer su LinkedIn, possiamo distinguere almeno tre categorie:

1. Top Voices istituzionali
Executive, imprenditori, giornalisti, leader di pensiero con un posizionamento chiaro e una community consolidata.

2. Creator verticali indipendenti
Esperti di HR, marketing, finanza, tech, sostenibilità. Profili che costruiscono autorevolezza attraverso contenuti ricorrenti, formati riconoscibili, conversazioni attive nei commenti.

3. Employee-creator
Professionisti “normali” che, raccontando il proprio lavoro e la propria azienda, diventano di fatto ambassador con un seguito significativo.

Creator internazionali

Negli Stati Uniti, figure come Gary Vaynerchuk utilizzano LinkedIn come estensione del proprio ecosistema media, mescolando marketing, leadership e contenuti motivazionali in una logica cross-platform.

Allo stesso modo Mel Robbins porta sulla piattaforma contenuti legati a produttività, benessere e crescita personale, dimostrando che l’area “professionale” può includere dimensioni emotive e identitarie.

Interessante anche il caso di Natalie Marshall (Corporate Natalie), che nasce su TikTok e Instagram e porta su LinkedIn un linguaggio generazionale, ironico e metanarrativo sul mondo corporate. È un esempio evidente di contaminazione tra creator economy e ambiente professionale.

Creator italiani

Anche in Italia il fenomeno è visibile.

Giorgia Fumo, riconosciuta tra le Top Voices italiane, utilizza la comicità per leggere e interpretare dinamiche aziendali e professionali. La sua presenza in eventi corporate dimostra come il confine tra creator, intrattenimento e comunicazione d’impresa sia sempre più poroso.

Gabriella Greison porta su LinkedIn divulgazione scientifica e cultura, dimostrando che autorevolezza e storytelling possono convivere anche in un ambiente business.

Profili come Silvia Rovere mostrano invece come un executive possa utilizzare la piattaforma non solo per comunicazione istituzionale, ma per alimentare una conversazione più ampia su leadership e trasformazione.

Un post di Giorgia Fumo

Perché coinvolgere i Creator

In uno scenario in cui le pagine aziendali competono in un feed dominato da persone, e i contenuti sono sempre di più, collaborare con Creator e Top Voices può diventare, per molte aziende, un’alternativa — o un’integrazione — alla produzione esclusivamente interna.

Le ragioni sono in buona parte le stesse già valide su Instagram e TikTok:

1. Credibilità trasferita
Un Creator ha una relazione attiva con la propria community. Non solo visibilità, ma fiducia.

2. Distribuzione organica
L’algoritmo tende a premiare i profili personali rispetto alle pagine corporate. La conversazione si sviluppa nei commenti.

3. Linguaggio nativo
I Creator conoscono tempi, formati e dinamiche della piattaforma. Sanno costruire attenzione e generare dialogo.

Come coinvolgere i Creator

Le forme di coinvolgimento possono essere diverse e molteplici. Ideale sarebbe sempre un coinvolgimento “reale” che vada molto al di là di un post di pubblicità o di endorsement. Qualche idea? Reclutare il Creator come moderatore in una tavola rotonda aziendale. O intervistatore in un format di corporate podcast. Invitarlo a vivere e a raccontare l’esperienza di un new joiner in azienda. Fargli testare in anteprima una novità prima che questa venga lanciata sul mercato. Trasformarlo in testimonial di un programma di Corporate Social Responsibility.

Gli unici limiti sono: la fantasia; e naturalmente la coerenza tra la personalità del brand, la personalità del Creator e i temi da comunicare. 

Kit di sopravvivenza LinkedIn

In un ambiente saturo di contenuti, la regola d’oro dovrebbe diventare:

Meno contenuti.
Più qualità.

Post solo quando c’è qualcosa di significativo da raccontare.
Notizie selezionate con cura.
Contenuti che portino davvero valore alla community.

Il focus sulla qualità è tornato anche in un recente blog post in cui proprio lo staff di LinkedIn ha fornito alcune indicazioni-chiave, in questo caso per far sì che il contenuto incontri il favore delle risposte fornite dall’Intelligenza Artificiale.

Un’altra linea guida fondamentale per una strategia LinkedIn efficace è: spazio alle persone. Che siano creator professionali o Top Voices da coinvolgere in collaborazioni strutturate – non dimenticando di valorizzare sia la Corporate Reputation sia l’Employer Brand -, un alleato dell’azienda con un nome e cognome e una reputazione già forte è un alleato fondamentale.

Ma la prima cosa da chiedersi è: e se il mio LinkedIn influencer lo avessi già in azienda?

Tornare all’autenticità delle persone e delle loro competenze

Le aziende hanno spesso una risorsa potentissima su LinkedIn: le persone che lavorano al loro interno. Professionisti competenti. Talenti con storie reali. Esperienze autentiche.

Valorizzare queste voci — senza forzarle dentro format preconfezionati — può essere molto più efficace che produrre flussi continui di contenuti corporate. Con una doppia efficacia: in chiave di comunicazione esterna e in chiave di comunicazione interna. Dimostrando attenzione alle persone, valorizzazione di competenze e soft skills dei singoli collaboratori.

Alcune aziende promuovono già adesso il racconto autentico da parte delle proprie persone, premiandole nell’ambito di “ambassador program” e incentivando i loro post come attività di “employee advocacy”. È importante gratificare. Sarebbe sbagliato forzare.

In un feed sempre più pieno di post perfettamente ottimizzati dall’IA, potrebbe essere ancora l’autenticità a fare la differenza.

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Nasce Authentica, corporate communication agency che unisce strategia, contenuti, ricerca e design

Nasce Authentica, nuova agenzia di corporate communication fondata da Pietro Sansone, Elena Salzano e Francesco Ponzi.
L’agenzia si propone come partner per aziende e organizzazioni che vogliono affrontare la complessità della comunicazione contemporanea con un approccio integrato, capace di tenere insieme strategia, contenuti, ricerca e design, grazie alle complementari esperienze dei tre fondatori.

L’agenzia si presenta con il primo white paper realizzato con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Salerno su media monitoring e Agenti AI.

Elena Salzano, Pietro Sansone, Francesco Ponzi: i fondatori di Authentica

Nasce Authentica, nuova agenzia di corporate communication fondata da Pietro Sansone, Elena Salzano e Francesco Ponzi.

L’agenzia si propone come partner per aziende e organizzazioni che vogliono affrontare la complessità della comunicazione contemporanea con un approccio integrato, capace di tenere insieme strategia, contenuti, ricerca e design, grazie alle complementari esperienze dei tre fondatori.

Il posizionamento di Authentica è racchiuso in un principio chiaro: costruire comunicazione progettata nei contenuti e nella forma, coerente e significativa.
Coerente, perché fondata su sistemi e visione di lungo periodo; significativa, perché basata su dati, insight e contenuti che contano davvero.

«Authentica nasce dall’esigenza di riportare profondità, metodo e responsabilità nella comunicazione corporate», commenta Pietro Sansone, fondatore e CEO di Authentica. «Oggi la produzione di contenuti aziendali è quanto mai intensa, ma spesso manca di una vera architettura strategica. Il nostro lavoro è dare senso, direzione e forma, guidando alla creazione di contenuto che sia di valore e autenticamente proprio dell’azienda che lo firma».

Accanto alla dimensione strategica, Authentica integra fin dalla nascita una forte competenza di design e corporate image, considerata parte strutturale del processo di comunicazione.
L’agenzia affianca le aziende nella progettazione, ottimizzazione e declinazione di identità visive, sistemi grafici e packaging dei contenuti – dai report agli studi, dalle presentazioni alla comunicazione verso media e stakeholder – trasformando strategie e dati in forme chiare, riconoscibili e durature.

«La bellezza, nella comunicazione corporate, non è un fatto estetico: è una forma di rispetto», spiega Francesco Ponzi, Design Director e co-fondatore di Authentica. «Significa rendere leggibili contenuti complessi, costruire sistemi visivi che aiutino le persone a capire, orientarsi e ricordare. Per questo in Authentica il design non arriva alla fine, ma all’inizio del processo.»

Il primo studio: media monitoring e Agenti AI

Altro elemento chiave della visione di Authentica è la propensione a portare innovazione nel settore. Per questo, in occasione del lancio, l’agenzia presenta anche il primo white paper di una serie di studi dedicati all’evoluzione della comunicazione, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Salerno.

Il paper, intitolato “Presente e futuro del Media Monitoring con l’avvento degli Agenti AI”, analizza lo stato dell’arte delle piattaforme di media intelligence e le prospettive di evoluzione rese possibili dall’intelligenza artificiale, con un approccio che unisce rigore scientifico e applicazione concreta. Vengono passate in rassegna e confrontate le principali piattaforme di rassegna stampa, di web e social media monitoring, per poi delineare il loro prossimo futuro. Futuro in cui i sistemi di intelligenza artificiale di tipo agentico li renderanno interrogabili in linguaggio naturale, integrandoli tra loro e interfacciandoli con il patrimonio di conoscenza delle aziende.

«Abbiamo voluto inaugurare Authentica con un contenuto di ricerca, non con una semplice dichiarazione di intenti», afferma Elena Salzano, CEO dell’agenzia di comunicazione integrata ed eventi InCoerenze e co-fondatrice di Authentica. «La collaborazione con l’Università di Salerno ci consente di portare nel lavoro quotidiano delle aziende un punto di vista analitico e scientificamente fondato, capace di tradursi in strumenti davvero utili.»

Lo studio include anche un caso applicativo, costruito – grazie alla collaborazione di Amplifon - a partire dall’analisi delle esigenze operative di un reparto comunicazione aziendale, per mostrare come gli strumenti di media monitoring vengano utilizzati nella pratica e come possano evolversi grazie agli Agenti AI.

Il white paper rappresenta la prima espressione concreta dell’approccio “beautiful & meaningful” di Authentica: un contenuto di ricerca progettato non solo nei testi, ma anche nella forma, per essere realmente fruibile, leggibile e accessibile a professionisti, manager e responsabili della comunicazione.

«Per noi la ricerca non è un esercizio teorico, ma uno strumento di lavoro», conclude Pietro Sansone, co-fondatore di Authentica. «Dati e insight hanno valore se diventano comprensibili. È lì che la comunicazione diventa davvero efficace.»

Il white paper è disponibile per il download sul sito authentica.agency, previa registrazione.

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L’oasi di autenticità su Internet: perché Reddit oggi è rilevante per tutti

In un panorama digitale dominato da feed iper-curati, metriche di vanità e storytelling spesso autoreferenziale, Reddit rappresenta oggi una anomalia virtuosa: una piattaforma dove il valore di un contenuto non è determinato da chi lo pubblica, ma da quanto è utile, interessante o stimolante per la community.

Identità, cultura e nuove forme di espressione su uno dei canali più peculiari del web.

C’è stato un tempo in cui Internet era soprattutto uno spazio di scambio: di idee, esperienze, punti di vista. Un luogo dove si scriveva per capire, per confrontarsi, per imparare. Non per apparire.

Se vi manca quel tempo, probabilmente è perché avete scoperto il web ai suoi albori. Perché avete letto, scritto e interagito sui forum. Avete visto MySpace prima di Facebook. E avete scoperto l’Instant Messaging con ICQ. Avete insomma vissuto quell’epoca romantica in cui tutti ci siamo innamorati di un media totalmente diverso dagli altri.

Oggi, esiste ancora su Internet una sorta di oasi, dove quel tempo sembra non del tutto scomparso. Quell’oasi c’è in realtà già da alcuni anni, una ventina circa. Si chiama Reddit.

In un panorama digitale dominato da feed iper-curati, metriche di vanità e storytelling spesso autoreferenziale, Reddit rappresenta oggi una anomalia virtuosa: una piattaforma dove il valore di un contenuto non è determinato da chi lo pubblica, ma da quanto è utile, interessante o stimolante per la community. È una piattaforma anche sorprendentemente resistente all’invasione dei contenuti generati con l’Intelligenza Artificiale. Si scrive e si interagisce per il piacere di farlo. Dunque non serve, o serve a poco, affidarsi alle mirabilie dei software generativi.

Ed è proprio per questo che Reddit sta diventando – silenziosamente – una delle nuove frontiere della comunicazione autentica.

Reddit non è (solo) un social network

Definire Reddit un “social” è riduttivo. Reddit è piuttosto un ecosistema di comunità tematiche – i subreddit – ciascuna con una propria cultura, linguaggio, regole e sensibilità.

Su Reddit, non esistono influencer nel senso classico; non conta l’estetica, ma il contenuto; non vince chi parla di più, ma chi contribuisce meglio. Collezionando “+” sui suoi contributi, fa crescere il suo “karma” e la sua popolarità, spesso affermata su temi molto specifici.

Gli utenti – i redditor – si muovono tra discussioni verticali, domande aperte, approfondimenti tecnici, confronti sinceri. L’anonimato (relativo) favorisce la libertà di espressione e riduce la pressione performativa tipica di altre piattaforme.

Qui si scrive per dire qualcosa, non per mostrarsi.

Numeri e trend: la crescita silenziosa di Reddit

Negli ultimi anni Reddit ha conosciuto una crescita significativa, soprattutto nei mercati maturi.

Nel Regno Unito, secondo i dati Ofcom, Reddit ha superato TikTok per utilizzo complessivo, diventando una delle piattaforme più frequentate del Paese. In particolare:

- ha registrato una crescita di audience superiore all’80% in due anni;

- raggiunge oggi una quota rilevante della popolazione online;

- è stabilmente tra i siti più visitati nella fascia 18–24 anni.

Un dato interessante è che la crescita non riguarda solo i più giovani. Reddit è una piattaforma intergenerazionale, frequentata da utenti di età diverse, accomunati non dall’estetica o dal formato, ma dall’interesse per i contenuti e per il confronto. La ricerca di trucchi e soluzioni per i giochi ne fa un punto di riferimento per gli appassionati di gaming. L’abbondanza di contenuti sul mondo mobile lo trasforma in una risorsa per how-to, configurazioni, riparazioni dei vari modelli di smartphone. Ma Reddit è anche discussione politica e geo-politica (negli USA è stato teatro di battaglie sociali, proteste, raccolta fondi) e ovviamente luogo di incontro di appassionati. Se volete un altro posto dove parlare della vostra squadra di calcio o discutere di arbitri e VAR, con toni più civili rispetto a Facebook o X, certamente qui troverete con chi confrontarvi. Reddit è naturalmente internazionale: in base alle impostazioni di default del browser, i contenuti possono apparire automaticamente tradotti nella lingua di chi visualizza le pagine. E questo vuol dire possibilità di interagire immediatamente con utenti di tutto il mondo, esprimendosi nel proprio linguaggio nativo.

L’espansione di Reddit indica una tendenza più ampia. Il solito trend che genera un contro-trend. Mentre molti social si orientano verso contenuti sempre più brevi e performativi, cresce anche il valore degli spazi che permettono approfondimento, contesto e dialogo.

Reddit in Italia

Secondo i dati riportati da Digital 2026 di We Are Social e Meltwater, la reach (utenti che possono essere raggiunti dalla pubblicità, in 1 mese-tipo) di Reddit in Italia è pari a circa 14,8 milioni di persone, pari a circa 25% della popolazione totale.
Un’analisi Audicom-Audiweb segnala che Reddit è tra i social in maggiore crescita in Italia:

·       +46% nel 2024

·       +81% nei primi mesi del 2025

Questi incrementi sono tra i più consistenti dell’intero panorama social nel nostro paese, indicando un interesse crescente verso spazi di discussione più verticali e meno algoritmici, anche nel nostro paese.

Un altro indicatore della diffusione è la dimensione dei subreddit legati all’Italia:

·       r/italy: oltre 1,1 milioni di membri (+ ~6,4% crescita annua recente).

·       r/Italia: oltre 610k membri (+ ~65% negli ultimi 12 mesi).

·       r/Italian: oltre 57k membri (+ ~52% annuo).

Reddit nell’era della “zero‑click” search e dell’Intelligenza Artificiale

Un altro elemento che rende Reddit particolarmente rilevante oggi è il suo ruolo nella cosiddetta zero‑click era.

Sempre più spesso gli utenti non arrivano alle informazioni tramite link diretti, ma attraverso risposte sintetiche fornite da motori di ricerca evoluti e strumenti di Intelligenza Artificiale. In questo scenario, Reddit emerge come una delle fonti più citate e utilizzate.

Il motivo è semplice: le risposte su Reddit sono:

- contestualizzate;

- basate su esperienze reali;

- frutto di conversazioni tra persone, non di testi ottimizzati solo per la SEO.

Come evidenziato in un white paper curato da HubSpot: Reddit Matters in the Zero‑Click Era, Reddit funziona sempre più come un archivio vivo e subito disponibile (basta una domanda a ChatGPT) di conoscenza collettiva, dove l’intelligenza emerge dal confronto.

L’importanza di Reddit come “fornitore di risposte”, che sia raggiunto da una ricerca su Google o da una domanda all’Intelligenza Artificiale, significa anche che i margini di crescita ulteriore sono enormi.


Un luogo dove l’autenticità è una regola, non uno slogan

Su Reddit l’autenticità non è un valore dichiarato: è una condizione di sopravvivenza.

Contenuti promozionali mascherati, linguaggio corporate, messaggi costruiti “per piacere” vengono rapidamente ignorati o, nei casi peggiori, respinti dalla community. Al contrario, vengono premiati:

- la trasparenza;

- la competenza reale;

- la capacità di ammettere limiti e complessità;

- il contributo concreto alla conversazione.

È uno spazio che non perdona la comunicazione finta, ma che riconosce – e valorizza – chi entra con rispetto, ascolto e intenzione di dialogo.


Esempi concreti: AMA, dialogo, chiarimenti, esclusive

Negli anni, diverse aziende hanno sperimentato Reddit con approcci diversi, ottenendo risultati interessanti soprattutto quando hanno rinunciato a logiche promozionali tradizionali.

Uno degli strumenti più noti è l’AMA – Ask Me Anything: una sessione pubblica di domande e risposte in cui una persona o un’organizzazione si rende disponibile a rispondere apertamente alle domande della community.

Su Reddit gli AMA hanno ospitato:

- founder e CEO;

- team di prodotto;

- responsabili HR;

- brand che hanno scelto di spiegare decisioni, strategie o criticità.

Gli AMA di maggior successo condividono alcune caratteristiche comuni:

- trasparenza reale, anche su temi complessi;

- presenza di persone riconoscibili, non messaggi impersonali;

- disponibilità al confronto, senza filtri promozionali;

- utilità delle risposte, che restano consultabili nel tempo.

Adidas, ad esempio, ha schierato il suo Global Category Director Running Footwear, per un AMA nel subreddit RunningShoeGeeks.

In Italia, ha fatto scuola l’AMA del virologo Andrea Crisanti in tempi di Covid-19.

Accanto agli AMA, esistono molti casi di aziende che intervengono in modo più discreto ma efficace: chiarendo dubbi su funzionalità di prodotto, rispondendo a recensioni critiche o fornendo contesto su scelte aziendali discusse.

In questo senso, l’azienda può lasciare spazio a singoli utenti che espongono in modo manifesto il loro ruolo aziendale.

Alcuni editori, ad esempio, hanno scelto di presidiare Reddit lasciando a singoli giornalisti il ruolo di promotori dei loro contenuti ma anche di “tester” delle opinioni del pubblico su grandi temi di attualità. Vedi i casi di Washington Post e National Geographic, descritti in un recente articolo di State of Digital Publishing.

Una strada simile è stata seguita da Sony Pictures Germany per il lancio del film “Spider-Man: Across the Spider-Verse”. In questo caso, il “promoter” per la Sony è stato un singolo redditor, u/MilesMorales. Altri non era che il doppiatore di Spider Man per i mercati germanofoni. È stato lui a generare curiosità e aspettative per il film in uscita diffondendo in anteprima contenuti esclusivi e anticipazioni. 

Un approccio più ambizioso è quello di coinvolgere la community in processi di co-creazione. Come Škoda, che ha lanciato un modello di Skoda Octavia “redditor edit”, coinvolgendo gli utenti su r/CarTalkUK.

Le possibili finalità aziendali su Reddit

Proprio per le sue peculiarità, se affrontato con il giusto approccio, Reddit è oggi un canale molto promettente per le esigenze di diverse aree della comunicazione aziendale.

Vediamole.

Corporate reputation
Reddit è spesso il primo luogo in cui emergono discussioni reputazionali. Intervenire con chiarezza e competenza può aiutare a spiegare decisioni, ridurre incomprensioni e riportare complessità dove servono semplificazioni.

Prodotti e customer care informale
Le discussioni su prodotti e servizi sono frequenti e approfondite. Ritornando all’Internet di qualche anno fa, sembra di rivedere siti che andavano per la maggiore anni addietro per le recensioni, come Ciao.com, Dooyoo o Yahoo! Answers. Le aziende qui possono contribuire fornendo informazioni corrette e chiarimenti, senza forzare la conversazione in chiave promozionale.

Employer branding ed employee care
Su Reddit sono molto diffuse le discussioni su com’è lavorare in una determinata azienda. Emergono percezioni, aspettative e criticità che raramente trovano spazio nei canali ufficiali, né tantomeno in piattaforme più filtrate come Linkedin o Glassdoor. Un intervento misurato e autentico può aiutare a raccontare il contesto e la cultura interna.

Ascolto e insight qualitativi
Anche senza intervenire attivamente, Reddit rappresenta una fonte preziosa di insight per comunicazione, HR, prodotto e strategia.

L’avatar di Reddit: identità visiva e nuove possibilità espressive

Nato nel 2005 insieme alla piattaforma, Snoo è l’avatar e il simbolo di Reddit. Il suo nome deriva probabilmente dall’iniziale scopo di Reddit, quello di offrire a colpo d’occhio “what’s new”. Lo snoo è una piccola creatura aliena, ironica e neutra, pensata non per rappresentare una persona reale ma una presenza curiosa e non gerarchica. Nel tempo è diventato uno dei simboli più riconoscibili della cultura Internet, proprio perché distante dalle logiche di branding tipiche di altri social.

Oggi Reddit consente agli utenti di personalizzare liberamente il proprio avatar: tratti, colori, abbigliamento, elementi simbolici. Non si tratta solo di estetica, ma di una forma di espressione culturale, spesso usata per segnalare tono, appartenenza e approccio alla conversazione.

Anche in questo caso, si apre per le aziende uno spazio interessante: costruire un’identità visiva coerente ma non invasiva, sperimentare linguaggi meno istituzionali e immaginare activation creative, come contest per designer o community chiamate a reinterpretare l’avatar del brand.

Su Reddit, dove l’autenticità passa anche dai dettagli, l’avatar diventa un segnale di attenzione al contesto e di reale volontà di partecipazione.

 

Una piattaforma che richiede competenza

Proprio perché Reddit premia l’autenticità, sbagliare approccio è facile.

Trovare il tono di voce giusto, capire quando intervenire e quando tacere, conoscere le regole (esplicite e implicite) delle singole community richiede esperienza. Un messaggio percepito come fuori luogo può compromettere rapidamente la credibilità di un brand.

Per questo, un presidio efficace di Reddit non può essere improvvisato. Servono conoscenza profonda della piattaforma, capacità di lettura dei contesti e coinvolgimento degli esperti interni ed esterni all’azienda. Coinvolgere chi su Reddit già c’è, e ne conosce grammatica e utilizzi, può essere la chiave.

Sperimentare, con metodo

La buona notizia è che Reddit consente alle aziende di iniziare in modo graduale: creare un account, osservare, ascoltare e intervenire in modo minimo ma pertinente.

In parallelo, la piattaforma offre anche strumenti di advertising self‑service che, come spesso accade nei canali inizialmente “vergini” per i contenuti pubblicitari, promettono performance interessanti se utilizzati con intelligenza e rispetto del contesto. Come sui social network, la pubblicità si presenta sotto forma di contenuto “nativo”, sia pure ben contrassegnato come “ad”.

In un ecosistema digitale sempre più saturo, Reddit resta uno degli ultimi spazi in cui la conversazione conta più dell’apparenza. Un luogo complesso, esigente, ma potenzialmente molto fertile per chi è disposto a mettersi in gioco con autenticità.

Fonti e approfondimenti

·      Reddit / HubSpot, Why Reddit Matters in the Zero‑Click Era

·      Ofcom, Online Nation Report

·      Reddit for Business – Learning Hub e casi AMA aziendali

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